Bianca - Piazza Damiano Sauli

Per chi non è abituato alla felicità

Sconsolato, deluso, solo.

Alla fine il personaggio con cui più ci si identifica in "Bianca", film del 1984 di Nanni Moretti, non è Michele, ai limiti del parossismo nelle sue manie e follie nè Bianca, così lontana e bella - ma il commissario. Sì, questa figura mite, "con un solo paio di scarpe per volta", costretto a fare il suo dovere di fronte all'assurdità della mente umana è, in fin dei conti, un vago barlume di pietas in un mondo altrimenti senza senso, che l'alter ego di Moretti osserva con la stessa spirito di un curioso, affascinato e spietato entomologo di fronte alle fatiche e ai drammi dei suoi piccoli insetti - o meglio, con l'alterigia di un dio preciso e puntiglioso che deve riportare il suo ordine nel caos e nelle scarpiere del mondo.

Come sempre molte scene sono ambientate alla Garbatella, quartiere cult di Moretti che meriterà una vera e propria celebrazione nel suo film più famoso, "Caro Diario". Qui è stata scelta la scuola "Cesare Battisti" come sede del Commissariato dove si chiude il film: un edificio austero di epoca fascista costruito negli anni '30 e più o meno da sempre sede di scuole e discepoli cui sono state impartite lezioni in varie e variegate epoche - talvolta anche un po' surreali come quelle della "Marilyn Monroe"

 

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